martedì 1 settembre 2009

Teknikamente 8 - Dovevo fare l'agricoltore

L'ho sempre pensato. Le mie sono due braccia rubate all'agricoltura.
L'ho sempre pensato. Ma ultimamente ho avuto un paio di conferme che non lasciano dubbi.

Punto primo, letteralmente adoro un gioco da tavola che si chiama Agricola, in cui dovete sviluppare una fattoria e con essa la vostra famigliola di agricoltori. Durante i quattordici turni di gioco andrete in competizione con i vostri avversari cercando di riprodurvi, di migliorare la casa dove vivete, di piantare grano e ortaggi, di costruire stalle e recinti per gli animali provando a far riprodurre le vostre pecore i vostri maiali e i vostri bovini. Il gioco è uscito anche in italiano e nella sua versione base è anche abbastanza facile da imparare (e se le vostre braccia sono state rubate come le mie il tutto vi verrà molto naturale). Insomma io ve lo consiglio.

Punto secondo, tutte le sere ci do dentro nel tentativo di sviluppare il mio merdoso quadratino di terra in Farmville, uno di quei giochino del cazzo che girano su FacciaLibro. La mia adorata mogliettina ha un appezzamento spettacolare: recinti per animali colorati, coltivazioni che dipingono opere d'arte sul terreno. Io ho una mono-coltura di peperoncini che la notte quando il personaggio va in bagno riesco a sentirne le urla anche se ho già spento il computer.

Insomma credo di aver sbagliato strada nella vita.

Ora poi sto guardando una pianta che sta sul terrazzo di casa dei miei. In realtà vedo solo l'ombra di quella che credo essere, di giorno, una pianta grassa.
Ora però se la guardate con me in questo momento, ecco giratevi con me, osservandola bene di fronte, ecco, non vi pare un faccione con i capelli dritti in testa e due belle orecchie a sventola?
E ora, se vi voltate di scatto ancora insieme a me, e la osservate di profilo non vi sembra anche un faccione aggressivo coi capelloni sempre dritti in testa e un bel nasone?
E di nuovo ora, se vi voltate per l'ennesima volta (non fate gli stronzi che è al massimo la terza...) sì ma non verso il terrazzo cazzo stavolta ruotate la testa dall'altra parte, ecco esattamente, verso sinistra. C'è un telefono. Nero.

Ecco, afferratelo e chiamate la neuro.

4 commenti:

*Vale ha detto...

Ciao
faccialibro e il lato oscuro...


io ne resto fuori :)

Laura S. ha detto...

Se chiamo la neuro, poi mi rintracciano...

peppermind ha detto...

Rido per il pollice nero e colmo di spine che ci hai...

Enrico ha detto...

A proposito! Una partitina ad Agricola quando la organizziamo?
Ho nostalgia delle pecore cubiche!

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