mercoledì 15 aprile 2009

Kremisi 1 – WC

Geppo è un tipo fatto così. Né alto né basso. Né magro né grasso. Geppo, insomma, e hai detto tutto. Uno di quelli che regge l'alcool. E bene. Uno di quelli a cui piacciono le discoteche senza il solito tumtadadum tumtadadum. Tipo l'IF per intenderci. Sana musica dal vivo tanto fumo poca luce e sudore che si taglia a fette. E anche tanta figa a dirla tutta. Che al Geppo mica dispiace. Un posto dove mettere su un bel sorriso ebete e svuotare il cervello. In stasi. Bisogni primari. Sete tette culi e rum. In ordine sparso e come più vi piace. E voglia di andare al bagno a svuotare la vescica.

Il pezzo degli Inxs aiuta il movimento verso la toilette. Il ritmo si adatta bene alla camminata del Geppo un po' svaccata un po' ma che minchia me ne frega un po' quanto mi sento fico. Un po' cazzo spero di arrivare al pisciatoio prima di mollarla. Negli occhi la scritta rossa WC faro di salvezza. Poi via oltre la porta tipo saloon.

Sinistra donne. Geppo schiocca un occhiolino alla tipa languida appoggiata al muro. Non la vede troppo bene tanto è preso da quelle labbra rosse a cuore. Un cuscino per l'uccello pensa sorridente Geppo.

A destra uomini. Si capisce dal disegnino sulla porta col tipo in frac. E dalla puzza pungente che colpisce al naso appena ruotata la maniglia. Luce fioca e mattonelle bianco latte. A sinistra tre pisciatoi. Di fronte una porta aperta su un cesso modello Venezia. Nel senso di acqua alta. Forse per il vomito. O per qualche stronzo troppo lungo conficcato nel sifone. Inagibile. Frega cazzi al Geppo. Lui ama quelli che chiama i Mollala-in-Piedi. Sceglie quello centrale. Comodo. Sbottona i pantaloni e getta la testa indietro nel momento esatto in cui se lo tira fuori dalle mutande. Poi riabbassa la testa. Lo divertono sempre gli espedienti per cercare di non far pisciare i maschi fuori dal seminato. Mosche finte, pallette di naftalina, capezzoli turgidi. Ma il meglio è la palletta di calcio con tanto di porta. E' l'unico caso in cui Geppo non la spara fuori.

Stavolta c'è il solito moscone trito e ritrito. Prende la mira per bene e dirige il fiotto un buon sessanta gradi a babordo. Dritto sul muro e poi per terra. Ancora un sorriso compiaciuto. E occhi di nuovo chiusi. E la vescica che si svuota lentamente. E dolore improvviso al fianco destro. Sul rene gli sembra. Occhi di nuovo aperti a guardare a terra. Quel bianco latte delle piastrelle misto al paglierino acceso dell'urina e a quel rosso scuro. Troppo scuro.

All'improvviso due parole solo due. Ciao stronzo. Condite con l'assoluta certezza che il calore che sente sulla camicia sia dovuto al suo sangue che esce. Poi Geppo sente una mano tirargli i capelli e una lama aprirgli la gola. Si inginocchia con le mani che cercano di bloccare la vita. La mente che cerca una spiegazione che non c'è. E gli occhi che guardano davanti, il bianco della ceramica e delle piastrelle. Ancora bianco latte. Le gocce di piscio che scivolano. E quelle di sangue scuro.
Troppo scuro.

Che modo stronzo di morire pensa Geppo. Poi più niente.

7 commenti:

Vale ha detto...

uno dei miei migliori amici si chiama Geppo :D ma non è esattamente il tipo qui descritto...

comunque bello! complimenti...

NikkoHell ha detto...

grassie :)
è che c'ho sta fobia quando uso questo tipo di bagni (che poi com'è che si chiamano? vespasiani? boh).

Ale ha detto...

...uhm... un po' trash (nel senso buono del termine)... vagamente thriller... di certo un bel modo di esorcizzare una paura ;)

NikkoHell ha detto...

noooo ci sono post molto molto più trash!!!! :)))

Enrico ha detto...

Molto carino, mi piace come scrivi.

Troglo Dita ha detto...

Alberto Stasi o la Franzoni?

NikkoHell ha detto...

No, mio fratello gemello...

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