martedì 5 maggio 2009

Trash 9 – Schizzi Olimpionici



Mi rendo conto che dal titolo del post potreste pensare male. Ma non preoccupatevi. Avreste ragione.
Ma procediamo con calma che oggi mi sento nostalgico. E allora mi è venuto un rigurgito di passato. Di vacanze inizi anni '90 per la precisione. Eravamo un bel trittico composto dal sottoscritto, da Mio Cugggino e dal Ciciola. Non si è mai ben capito a cosa il Ciciola dovesse il suo soprannome. O almeno io non l'ho mai saputo. Di lui durante l'Interrail ricordo distintamente quattro episodi.
  1. Amsterdam. Il Ciciola attraversa senza guardare la pista ciclabile e viene investito da una bicicletta lanciata a 40 km orari. Il centauro si polverizza. Letteralmente. Ricordo il ciclista che continuava a pedalare ignaro che il suo mezzo fosse stato nuclearizzato dal contatto con quell'armadio a quattro ante. E Mio Cugggino che chiedeva – fatto male? – e il – perchè? – di risposta del Ciciola.
  2. Ancora Amsterdam. Coffee shop. Il Ciciola preso da attacco di diarrea che, trovato occupato il bagno degli uomini, si fionda in quello delle donne. Ma deve affrontare una scelta ardua. Tenere la porta chiusa visto che non c'è la chiave oppure liberare l'intestino? Opta per la seconda e proprio nel bel mezzo dell'operazione si spalanca l'uscio e una pulzella lo guarda ci pensa su e poi isterica comincia a urlare. Il Ciciola si alza e a sua volta le grida in faccia – A stronza ma che cazzo te sbraiti non lo vedi che sto solamente a cacà?
  3. Tarragona. Dormita in spiaggia. Il Ciciola che nelle tre settimane precedenti ha fatto quello che lui chiama il rodaggio delle scarpe nuove, delle Nike. Il rodaggio consiste nel camminare un po' sull'esterno della pianta del piede e un po' sull'interno, alternativamente. Non ho mai ben capito se fosse anche necessario invertire la calzatura sinistra con la destra. Fatto sta che ci svegliamo e le scarpe se le sono belle e rubate. Partiamo a caccia della refurtiva. Risultato: ritroviamo due calzini che dalla puzza associamo senza dubbio al Ciciola. Ricerche abbandonate senza ulteriori dispendi di energie.
  4. Luogo: ovunque. Oggetto: la gara di getto del piscio. Un rituale maschile che bene o male tutti noi ci siamo trovati ad affrontare. Non ho mai visto in vita mia un fiotto come quello del Ciciola. Giuro. Ogni volta io e Mio Cugggino ci preparavamo bevendo litri e litri di acqua. Non c'era verso. Non c'era storia. Ti piazzava lanci da otto nove metri senza nemmeno sforzarsi.
E tutto ciò mi ha portato a una considerazione fondamentale. E cioè che con gli anni i miei getti, sia essi urinati sia essi eiaculati, si sono accorciati. La mia ipotesi è che l'orifizio, sì insomma il monocolo lì in cima, col tempo si sia allargato. Ne sono abbastanza certo, ma si sa che potrei dire cazzate. E allora mi chiedo se anche voi maschietti che leggete abbiate per caso notato questo deterioramento nella gittata. Bisognerebbe interpellare anche il Ciciola. Chissà.

5 commenti:

chiaratiz ha detto...

posso dire senza tema di smentita che l'etichetta trash è quantomai appropriata al post. Divertente, però. Mi spiace non poter essere d'aiuto per la questione urinaria

Sapo ha detto...

Mi dispiace ma neanch'io posso essere d'aiuto.

P.s. Vedo che i tuoi sostenitori si sono centuplicati, comlimenti!

NikkoHell ha detto...

Potete sempre interpellare qualche conoscente e riportare. La questione è di assoluta importanza. Eh

Laura ha detto...

Mi hai fatto così sorridere con i ricordi di viaggio... Grande!

;-)))

Lindalov ha detto...

In realtà anche io ci riesco.
Basta tirar su con due dita la fichetta e mirare dove si vuole.

Ma non credo di essere arrivata agli otto metri. Troppo per me.Massimo due mi sembra.

Anche perché comunque sia, mi piace accovacciarmi... farmi fare il solletico dall'erba se sono in un prato... e provare a restare in punta di piedi per non bagnarmi le scarpe(Ho lo schizzo "allargato" forse perché depilata).
Lo trovo più romantico.

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